Come ti smoscio il candidato macho
E’ come il Cav., ma all’ennesima potenza. E’ come il Cav., ma lui si è pure pubblicamente smutandato – mica solo a chiacchiere intercettate. Ti scruta con sguardo malandrino: “Ciao, casalinga leccese”, che alla signora potrebbe pure sobbalzare qualche ormone, mentre di sicuro sul fuoco sobbalza la tiella di cozze e patate. “Sono Paolo”, e forse cominciano a bollire insieme sensi e lampascioni, quasi come sentirsi evocare con voce roca e bene intenzionata nel tinello: “Ciao, pupa…”.
22 AGO 20

E’ come il Cav., ma all’ennesima potenza. E’ come il Cav., ma lui si è pure pubblicamente smutandato – mica solo a chiacchiere intercettate. Ti scruta con sguardo malandrino: “Ciao, casalinga leccese”, che alla signora potrebbe pure sobbalzare qualche ormone, mentre di sicuro sul fuoco sobbalza la tiella di cozze e patate. “Sono Paolo”, e forse cominciano a bollire insieme sensi e lampascioni, quasi come sentirsi evocare con voce roca e bene intenzionata nel tinello: “Ciao, pupa…”.
Paolo è da intendere Perrone, sindaco uscente e candidato del centrodestra a Lecce, una sorta di Cav. sfrontato, di Silvio al cubo, “il vorrei ma non posso” mutato in “posso e lo faccio”: in piena era di tecnici e sobrietà una sorta di piacevole eversione dal senso comune. Per le amministrative si è fatto ritrarre su un manifesto, aria mandrilla, petto scamiciato e naso alla Cyrano personaggio cui certe credenze dibattute su Internet attribuiscono appropriate corrispondenze.
Invece di perdersi in chiacchiere da politicante, deve aver tratto ispirazione dagli annunci matrimoniali di una volta: “Alto, brizzolato, slanciato, tennista” – magari più che consenso mira a generare arrapamento. E non solo, “cucino, lavo, stiro, apparecchio”, ché pure il Cav., musa ispiratrice, si propose un dì quale ideale “donnino di casa”. Quindi: “Astenersi perditempo”, con tocco finale non di gran classe seppure di generosa apertura a sinistra: “Ps: si accettano anche comuniste”.
E come si potrebbe mai battere, questa sorta di Brad Pitt salentino, di Clooney della taranta, di Banfi volto in beltà? Loredana Capone, candidata del Pd, mamma di quattro figlie e poche affinità con Angelina Jolie, non ha buttato la surreale faccenda sul piano del moralismo, meno male, né del tardo femminismo.
Anzi, ha pubblicamente concesso a Perrone, sui suoi manifesti, i pettorali che si merita, “certamente un bell’uomo, usciteci pure a cena, corteggiatelo, fatelo sentire speciale”, non c’è dubbio, “è l’uomo ideale per passare una sera”. Ma a farla breve: “Uscite con lui e governate con me”. Così, dal sindaco piacione eccoci al candidato macho oggetto.